La mia storia

Il mondo di Maddalena è il mondo magico dei colori e dei fiotti di emozioni che da essi scaturiscono con forza coinvolgente. Vi entro un giorno di inizio estate, ospite della “casa-laboratorio- d’arte” di Monte Cicerale, dove, assieme all’uomo con il quale divide la sua vita – anima di artista anche lui – si è costruita, in ragione e a misura della sua sensibilità, sulle verdi colline che raccontano la storia forte di un territorio, il Cilento, che ha rivelato il suo carattere mettendo in campo più rivoluzionari e briganti che artisti e poeti.
Ho violato la casa-Mondo di Maddalena Cilione stando bene attento a non disattivare, con la mia petulanza, neppure per un attimo, i complessi e misteriosi congegni che accendono l’infinita gamma di bagliori parlanti riposti nelle imperscrutabili profondità della grammatica informale dell’artista e da lei riversati sulle tele istintivamente, al netto delle ambiguità formali. Se lo facessi, rischierei di arrecare un fastidio imperdonabile al senso di libertà che la pittrice è venuta a godere nel suo Mondo che, quassù, ha inteso salvaguardare da intrusioni sofistiche di scribi e sostenitori fuorvianti.
Nel nostro incontro mi sono limitato a poche domande di circostanza e a molta osservazione. E ho scoperto un’artista contemporanea che mi ha confermato quanto il successo e la notorietà siano indipendenti dai valori personali intrinseci e quanta parte assuma, invece, il glam suscitato dal presenzialismo a tutti i costi sui media o, peggio, dalla propaganda pianificata e imposta. Maddalena non è mai ricorsa a forzature o a raccomandazioni opportunistiche per qualificare su piani elevati la sua Arte (stavolta uso, a ragione, la maiuscola); ha atteso pazientemente che il suo talento maturasse; che la sua tecnica si completasse e che le vele della sua evoluzione prendessero venti che la spingessero dal formalismo espressivo, che pure praticava, verso l’action peinting, l’arte dei colori non meditati e studiati ma lanciati sulla tela come esplosioni dell’inconscio, ciò che le consente di vivere i colori come un’avventura massimamente creativa e libera. E’ questo che mi è sembrato di cogliere nel sorprendente percorso di tele che Maddalena ha dedicato al grande tema dell’Amore, inteso come esigenza dello spirito, e che ha fatto bene ad esporre nella sua suggestiva “cave” esistenzialista piuttosto che in una galleria convenzionale lontana dal suo Mondo che, ormai, sfugge ai protocolli.
Macchie di colori improvvise, città orientali, campanili e cupole che spuntano dal mondo arabo che trovano testimonianze suggestive sulle nostre coste, cieli e mari onirici, tutto esente dall’obbligatorietà della forma. E’ questo il Mondo di Maddalena Cilione, un’artista che all’inizio del suo cammino fu accompagnata dal senese Oscar Staccioli e che poi, staccandosi dalla forma e dalla composizione, si è tuffata col favore del grande silenzio di queste verdi colline, nella ricerca e nell’uso istintivo del colore, trasferendo questa sua esigenza dello spirito nelle opere che non sono effimere performances, ma espressione di uno spirito artistico autenticamente libero.
La biografia
La lettura della biografia essenziale di Maddalena Cilione permette di capire meglio il percorso della pittrice, ovviamente cosparso di tutte le tensioni, le incertezze e le soddisfazioni che accompagnano qualsiasi artista dotato di talento e perseveranza, ma alle prese con gli agitati marosi della vita. Per superare durezze e difficoltà quotidiane, è stata sostenuta da Enzo Di Napoli, l’uomo che da anni l’accompagna, lui stesso perfezionista della comunicazione per immagini, e dalla figlia Linda, giovane ricercatrice e studiosa in carriera. A loro deve, credo, l’inesauribile forza creativa cui attinge.
Genovese di nascita, a metà degli anni ’70 viene a respirare la sana aria del Sud a Battipaglia, seguendo il papà finanziere. La sua infanzia è senza bambole perché ai genitori chiede matite a colori e acquerelli. L’evidente vocazione la spinge nelle aule del liceo artistico di Eboli. Poi si iscrive ad Architettura, a Napoli, e a metà percorso cambia tutto e si cimenta nel suo primo quadro: una bambina che guarda, assorta e mesta, una bambola rotta sul pavimento e ha alle spalle una sedia rossa capovolta su un tavolino addossato al muro di un cortile condominiale. E’ un’opera prima ad olio che non esporrà mai, ma che tanto entusiasma la ventiduenne pittrice da indurla a inseguire ostinatamente la ricerca di materiali nuovi e l’apprendimento delle tecniche pittoriche. Maddalena trova sulla sua strada Oscar Staccioli, scultore e pittore astrattista che la segue e la motiva da maestro e da amico, trasmettendole l’ansia della sperimentazione, ma lasciandola libera di esprimersi. Intanto si è già fatta catturare anche dalla pittura antiaccademica dei Macchiaioli (la luce che sovrappone la forma…) ed è perciò pronta a rivedere il suo progetto di artista facendo irrompere dall’anima sulla tela i colori come stille irrefrenabili. In lei, tuttavia, permane la versatilità che viene apprezzata in decine di personali e di mostre alle quali partecipa con ritratti, paesaggi, scene balneari, tegole settecentesche sulle quali dipinge deliziosi scorci di paesi mediterranei, e con tutta una gamma di opere in cui l’uso dei colori forti assume sempre un’importanza decisiva.
L’artista genovese dal cuore meridionale non si sottrae nemmeno all’invito degli organizzatori di Piano Vetrale e va a dipingere murales sulle case del piccolo borgo cilentano che dette i natali al grande Paolo de Matteis. Infine si stacca dal linguaggio figurativo classico e si lascia trasportare dall’euforia delle esplosioni cromatiche riversate in piena libertà sulla tela.
E giunge al grande appuntamento delle opere sull’Amore universale.
Mi ha detto: “L’amore è una componente della vita di cui non si può fare a meno. E’ la prima volta che affronto questo tema che sento come una verità necessaria e come una grande apertura mentale. Io l’ho rappresentato in quattordici quadri rifuggendo dai canoni convenzionali e dagli abbellimenti letterari. Forse sono in ritardo, ma importante è esserci arrivata.”
E così anche l’Amore è entrato nel Mondo di Maddalena.

Di Clodomiro Tarsia